<< POSCIA CH'IO V'EBBI ALCUN RICONOSCIUTO, VIDI E CONOBBI L'OMBRA DI COLUI CHE FECE PER VILTADE IL GRAN RIFIUTO >> (Dante ALIGHIERI - “La Divina Commedia”, Inferno, canto III). Il sommo poeta si occupa anche di Celestino V nel suo capolavoro, collocando Pietro Angelerio da Morrone (Papa Celestino V, appunto, eletto nel 1294 dopo un lunghissimo conclave) tra i pusillanimi proprio per la “viltade” con la quale il frate rinuncia, pochi mesi dopo la sua elezione, alla reggenza della Santa Chiesa. Ma fu davvero un atto di vigliaccheria? O, piuttosto,...







