Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota dell’Ufficio Stampa della Diocesi di Spoleto-Norcia:

<< Di fronte al ripetersi sui mezzi di comunicazione di notizie riguardanti la partenza dei Monaci benedettini dall’abbazia di Sant’Eutizio in Preci (nella foto), la Curia Arcivescovile, dopo essersi astenuta fino ad ora dal prendere la parola per non alimentare sterili polemiche, ritiene opportuno precisare quanto segue: 1) nel settembre 2012 l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, con il consenso dell’Abate Presidente della Congregazione Sublacense Cassinese dell’Ordine di San Benedetto, accoglieva tre Monaci provenienti dall’abbazia di Subiaco ed affidava loro l’abbazia di Sant’Eutizio in Preci, assegnando ad uno di essi il ministero di parroco; 2) alla comunità originaria si unirono successivamente un altro Monaco sacerdote (febbraio 2013) e un secondo Monaco (marzo 2014);

 

3) con lettera n°51/2013 dell’11 luglio 2013, l’Abate Presidente della Congregazione Sublacense Cassinese dichiarava all’Arcivescovo: “Le comunico la mia disponibilità a seguire e mantenere sotto la mia supervisione l’esperienza monastica cominciata presso l’abbazia di Sant’Eutizio, in stretta relazione e collaborazione con la Sua autorità di Ordinario diocesano”; 4) a partire dal settembre 2014, per difficoltà interne alla comunità, tre dei cinque Monaci lasciarono progressivamente Sant’Eutizio; 5) essendo venuto meno il progetto di avere in abbazia una comunità monastica, con lettera n°15/2015, del 26 febbraio 2015, l’Abate Presidente della Congregazione Sublacense Cassinese comunicava all’Arcivescovo: “Facendo seguito al nostro ultimo colloquio telefonico e dopo aver sentito l’Abate di Subiaco e aver parlato con P. Luigi TIANA, ... tenendo presente gli avvenimenti del settembre 2014, senza voler entrare nel merito delle diverse responsabilità, ritengo opportuno concludere tale esperienza, prendendo atto anche del Suo desiderio di dare alla realtà di Sant’Eutizio una nuova configurazione (venuta meno la comunità monastica, occorreva provvedere con un Parroco). Quindi volendo rispettare da entrambe le parti gli impegni assunti anche sotto il profilo giuridico e comporre con serenità e chiarezza la questione, credo opportuno fissare per il giorno 30 settembre 2015 la data in cui l’abbazia verrà lasciata libera, concludendosi così il triennio dell’esperienza in atto”;

5) con lettera n°6200/A/15, del 10 marzo 2015, l’Arcivescovo rispondeva all’Abate: “Pur comprendendo e rispettando la decisione, mi dispiace che quanto iniziato lassù volga al termine. Avevo infatti fortemente desiderato che Sant’Eutizio, proprio grazie ad una presenza qualificata, ritrovasse il suo ruolo di luogo di spiritualità e scuola di vita cristiana ... In questo momento desidero ringraziare vivamente i Monaci, e in modo specialissimo Dom Luigi TIANA, per il generoso servizio pastorale prestato alla comunità parrocchiale dell’abbazia, con l’auspicio che quanto colà seminato in questo triennio possa portare frutti abbondanti di santità e di bene”; 6) l’abbazia continua normalmente la sua vita come sede della comunità parrocchiale con parroco proprio, con l’apertura regolare del Museo e con il servizio di accoglienza di pellegrini e turisti >>.