Il prossimo 31 ottobre, insieme ad altre 46 Province, anche quella di Perugia sarà chiamata a rinnovare la Presidenza, carica che per quattro anni è stata ricoperta dal Sindaco del Comune di Foligno, Nando MISMETTI (nella foto), che può, a ragione, affermare di lasciare in eredità un ente in salute, con i conti in ordine e in grado di garantire un'operatività sul territorio.

Presidente MISMETTI, come sono stati questi quattro anni?

Posso dire che siamo passati da un mare in tempesta ad acque meno turbolente dopo l’esito del referendum del 4 dicembre 2016, con il quale gli italiani hanno confermato l’ente provinciale nella Costituzione. Le Province, tuttavia, sono profondamente mutate rispetto alla fase precedente alla riforma, mantenendo limitate funzioni fondamentali come Viabilità ed Edilizia scolastica. Anche rispetto a tali funzioni, peraltro, le risorse messe a disposizione dell'Ente sono state decisamente insufficienti: a partire dallo scorso anno, tuttavia, devo registrare una positiva inversione di tendenza. Chi mi succederà, infatti, potrà contare su 25 milioni di euro per la viabilità e 60 milioni per l’edilizia scolastica per i prossimi quattro anni: si tratta di risorse importanti con le quali la Provincia potrà tornare a garantire un migliore servizio per i cittadini e recuperare un ruolo significativo sul piano istituzionale. Sempre in questi anni l'ente provinciale ha dovuto affrontare il problema del taglio del personale: la Provincia di Perugia è stata costretta praticamente a dimezzare la propria pianta organica, con la conseguente ricollocazione di circa 500 dipendenti tra Regione, enti regionali ed altre istituzioni territoriali o statali.

 

Spesso ha definito la Provincia come la “Casa dei Comuni”, può spiegarsi meglio?

Sono convinto della necessità di un ente che faccia da cerniera tra i Comuni e le istituzioni superiori, un ente operativo come sono da sempre le Province, capace di svolgere attività di supporto a vantaggio delle municipalità. Per questo in questi anni abbiamo accentuato l’aspetto di ente comprensoriale mettendo a disposizione dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli, il nostro personale, i nostri servizi e gli spazi di rappresentanza. Penso ad esempio alla Stazione Unica Appaltante, alle professionalità che si occupano del reperimento di fondi europei e all’Ufficio Stampa.

Cosa ricorderà di questa esperienza?

Abbiamo vissuto momenti difficilissimi a causa di tagli alle risorse insostenibili che hanno portato al dissesto numerose Province italiane. La Provincia di Perugia si è tenuta in piedi nonostante a peggiorare la situazione ci sia stato il terribile terremoto che soprattutto il 30 ottobre ha provocato distruzione in un’ampia area del nostro territorio. L'ente provinciale è stato chiamato a intervenire con uomini e mezzi in una situazione davvero complicata. Sento di dover sottolineare come gli eventi sismici abbiano messo in evidenza non solo le professionalità presenti nella nostra Provincia, tanto nel settore della viabilità quanto in quello dell'edilizia scolastica, ma anche la necessità di avere un ente intermedio. Quando la Provincia non c’è, e non per sua responsabilità, i territori soffrono. Mi piace però anche ricordare lo spirito di collaborazione che si è instaurato tra i sindaci e l'Amministrazione provinciale.

Che si augura per il futuro dell'Ente?

Stiamo andando verso un rinnovo ‘zoppo’. In primo luogo perché a fine ottobre si rinnova il solo Presidente e non il Consiglio provinciale, quando era auspicabile che si procedesse ad un’unica elezione. In secondo luogo perché il futuro Presidente, che sarà anch'esso un sindaco, non potrà avvalersi di un organo esecutivo per il governo dell'ente. Forse prima di anticipare le elezioni provinciali sarebbe stato più opportuno analizzare i limiti dell'attuale sistema di governo e apportare le necessarie correzioni. Mi auguro tuttavia che la Provincia possa avere un nuovo Presidente in grado di assicurare quattro anni di mandato, in modo da garantire quella continuità di governo di cui le istituzioni provinciali hanno bisogno e quella attività programmazione pluriennale indispensabile per un efficace utilizzo delle risorse che sono finalmente a disposizione dell'ente.