Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

<< Il Direttivo PD di Norcia ed il gruppo consiliare di minoranza al Consiglio comunale di Norcia sono venuti a conoscenza, come tutti i cittadini, dallo stesso sindaco e dalla stampa, che la Magistratura ha emesso avviso di garanzia a diversi soggetti, tra cui il Sindaco stesso, per la realizzazione del Centro sociale di Ancarano al servizio dei quattro  nuclei che costituiscono la frazione. La vicenda dimostra nel concreto la difficoltà che oggi nel nostro paese incontra chiunque intenda prendersi responsabilità pubbliche o nel pubblico interesse. La farraginosità e contraddittorietà delle norme mette a rischio qualsiasi decisione venga presa e nella amministrazione pubblica è necessario prendere molte decisioni spesso in solitudine. Insomma la “burocrazia” colpisce di nuovo! C’è da dire però che queste norme farraginose, questa burocrazia, non le hanno create e non le creano i cittadini, e la Magistratura le applica. Le norme post terremoto del centro italia sono state partecipate con tutti i soggetti istituzionali.

 

È mai possibile che per capire se un edificio possa esser edificato o no, non ci fosse nessuno in grado di dirlo con certezza? Ora l’interesse primario da difendere è quello dei cittadini di Ancarano che tanto si sono spesi per questo Centro sociale ed al quale tengono in modo particolare. È da difendere l’interesse dei soggetti che con le loro generosissime donazioni hanno reso possibile la realizzazione del Centro. È da difendere l’immagine della nostra città. Ci auguriamo che possano essere trovate tutte le soluzioni legali per “salvare” l’investimento, completarlo e ci auguriamo che tutti gli interessati possano dimostrare la loro buonafede. Vorremmo però anche che la vicenda venisse utilizzata da monito per il futuro. È finito il tempo degli interventi in emergenza.

È arrivato il momento di gestire il nostro futuro non con le “ordinanze”, ma con la programmazione attenta ed oculata. È questo che da tempo chiediamo, inascoltati, al Sindaco di Norcia. Vogliamo, per esempio, iniziare a discutere tutti insieme del cosiddetto “Palacrocerossa”? Della sua utilizzazione, della sua collocazione urbanistica rispetto alla città storica? Noi siamo dell’opinione che ci vuole sempre qualcuno che decida, ma dopo una ampia e partecipata discussione pubblica che può solo arricchire le proposte e forse evitare qualche azzardo >>.