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Amatrice: Amm. Com. - 3/5 settembre - "Viaggio tra i sapori ..." |
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venerdì, 03 settembre 2010 ore 20:14 -
Amatrice è tra i luoghi, dove le zampogne sono ancora diffuse, quello che ha conservato uno strumento che continua ad eseguire un repertorio particolarmente arcaico. Le ciaramelle amatriciane sono nel panorama delle zampogne italiane quelle che non hanno un uso connesso alle feste del Natale, mentre è tuttora vivo il loro utilizzo per le nozze. L’intento di queste giornate è quello di far incontrare, anzi rincontrare, strumenti provenienti da varie parti d’Italia. Uno dei primi incontri dedicato specificamente alle zampogne italiane fu organizzato nel 1988 a Genova da Roberto LEYDI. In quella occasione Alfredo DURANTE “Raffone”, uno dei più famosi “ciaramellari” amatriciani, si intratteneva con Antonino MENTO, uno dei padri delle “ciaramedde” siciliane: si mostravano gli strumenti e discutevano su questioni costruttive tecniche. Per questa prima edizione le zampogne ospiti sono quelle siciliane, calabresi e bergamasche. Uno spazio viene anche dato alla presentazione di esperienze autoriali con la zampogna, nelle quali la connessione con la tradizione è superata talvolta o dalle modificazioni apportate allo strumento (la zampogna di Piero RICCI) o dalla ricostruzione di strumenti ormai estinti (la sordellina di Goffredo DEGLI ESPOSTI). |
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Forano: UCBS - martedì 14 settembre - "Letture in Sabina" |
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venerdì, 03 settembre 2010 ore 16:34 -
Riprende, dopo la pausa estiva, l’iniziativa “Letture in Sabina”, un calendario di incontri con gli autori promosso dall’Unione di Comuni - Sistema Bibliotecario della Bassa Sabina che vede avvicendarsi nelle sette Biblioteche Comunali del Sistema numerosi scrittori ed autori italiani. Appuntamento per martedì 14 settembre, alle ore 17.00, presso la Biblioteca comunale di Forano, con la presentazione del libro “L’Amore mio non può”, di Lia LEVI, il cui titolo è tratto da "Ma l’amore no", canzone del 1943 portata al successo da un film con Alida VALLI. La LEVI ci porta nella Roma del 1939: un uomo vola giù dal muraglione del Pincio. Ha perduto il posto di lavoro a causa delle leggi razziali promulgate l’anno prima e non ha sopportato lo choc. Lascia sola Elisa, la giovane moglie, insieme alla loro bambina. Benché maestra, Elisa si troverà a fare la donna di servizio in una famiglia di ricchi borghesi ebrei ai quali le leggi razziali proibiscono di tenere domestici ariani. Difficoltà ed umiliazioni quotidiane, fino a quel tragico giorno della deportazione degli ebrei di Roma e della sua salvezza. Romanzo carico di tensione, edito da E/O, “L’Amore mio non può” trasporta il lettore nel tempo buio del nazifascismo e, come spesso accade nei libri di Lia LEVI, lo mette a confronto con i grandi dilemmi etici e morali che attraversano i suoi personaggi e la loro irrinunciabile umanità, sempre in bilico tra la Storia e le sue forze avverse ed il loro quotidiano. Lia LEVI, nata a Pisa nel 1931, da bambina si è trasferita a Roma, dove vive ancora oggi. Ha fondato e diretto “Shalom”, il mensile della comunità ebraica. Sceneggiatrice e giornalista, è autrice di romanzi per adulti (Una bambina e basta, Quasi un’estate, Se va via il re, Tutti i giorni di tua vita, L‘albergo delle Magnolie) e per ragazzi, molto apprezzati dal pubblico e dai critici. |
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Fara in Sabina: Amm. Com. - "Premio PIRANESI 2010" |
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giovedì, 02 settembre 2010 ore 18:54 -
Il Museo civico di Fara in Sabina ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale per la qualità dell’allestimento museale da parte del premio “PIRANESI 2010 - Prix de Rome Progettare l’archeologia”, promosso dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ONLUS. Il Premio di Archeologia e Architettura “Giambattista PIRANESI” nasce nel 2003 con l’apporto della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano e della Penn State University di Roma. Successivamente della Facoltà di Architettura de “La Sapienza” di Roma “Ludovico QUARONI” e della Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II”. Numerosi gli Enti e le Istituzioni che hanno nel tempo aderito all’iniziativa, premiata con medaglia del Presidente della Repubblica, quali l’Ordine degli Architetti della Provincia di Roma, il Comune di Roma, il Comune di Tivoli, il FIABA. Oggetto della manifestazione è la museografia, intesa come disciplina capace di creare una cultura della conservazione dei beni culturali in grado di avvalersi di saperi diversi, quali l’architettura e l’archeologia, uniti da una metodologia che renda leggibili contesti archeologici anche complessi. Con questa finalità il Museo di Fara in Sabina ha voluto allestire una delle più importanti scoperte avvenute in Sabina negli ultimi anni: la Tomba 36, dove nel VI sec. a.C. venne sepolto con grandi onori un re, della necropoli dell’antica città sabina di Eretum situata al km 29 della Via Salaria, nell’area dell’attuale Area della Ricerca di Roma 1 - Montelibretti. |
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Montebuono: 20eventi - 4/12 settembre - "Vivendo la scena Sabina" |
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mercoledì, 01 settembre 2010 ore 19:16 -
“20eventi - Arte contemporanea in Sabina”, manifestazione ideata e realizzata ormai da cinque anni nel quadro del progetto “La strada dell’arte”, voluto dalla Regione Lazio, darà vita dal 4 all’12 settembre ad un evento ideato per il Comune di Montebuono che possa aprire un dibattito su uno dei problemi che assillano la Sabina: individuare formule che ridiano vitalità ai tanti splendidi, ma minuscoli centri storici, vere gemme nel paesaggio che però mal sopportano l’impatto della modernizzazione e del traffico. La manifestazione si svolgerà in collaborazione con professori di architettura dell'Università Roma Tre e ha messo in campo: un concorso ad inviti per la realizzazione di installazioni da collocarsi temporaneamente o in via definitiva a Montebuono; l'invito rivolto a tre artisti a realizzare opere permanenti; un bando di concorso rivolto a studenti di architettura o giovani architetti per un progetto di riqualificazione della torre dell'acqua e del sottostante lavatoio; la creazione di un centro permanente di esposizione presso la chiesa di Santa Maria di Fianello; un workshop “Laboratorio Scenico Sabino” per giovani architetti. Grazie a questo, Montebuono verrà arricchito con diverse opere d’arte permanenti, segno della volontà dell’amministrazione di percorrere nuove vie, dando un’immagine di rinnovamento e apertura. L’artista Agapito MINIUCCHI ha donato una sua scultura per questo evento. MINIUCCHI è un scultore assai noto, nato a Rocca Sinibalda, dove esiste un intero museo a lui dedicato. Altre opere si possono a Terni e Narni, dove ora vive, oltre ad una colossale scultura a Ferrara ed alcune negli Stati Uniti. |
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